Flavio Manenti, Esordienti 2004 Virtus Bergamo, da Telgate ai grandi palcoscenici giovanili, docente nella vita e sul campo


Flavio Manenti, Esordienti 2004 Virtus Bergamo, da Telgate ai grandi palcoscenici giovanili, docente nella vita e sul campo

Fresco papà per la 3° volta, il nostro Homines Virtus del momento è Flavio Manenti, allenatore degli Esordienti 2004. Docente universitario nella vita di tutti i giorni, il nostro tecnico rappresenta la qualità del settore giovanile Virtus Bergamo 1909, come tutti gli allenatori alla guida dei nostri ragazzi.

Flavio Manenti e il calcio,un amore nato presto e consolidato dalle numerose presenze nel calcio provinciale bergamasco.

“Il calcio giocato vero proprio inizia a 16 anni, quando, allora in forze alla Juniores della Grumellese Calcio, approdai in Prima squadra per sostituire l’infortunato Marchesi, difensore centrale e feci il mio esordio proprio contro il Forza e Costanza di Giorgio Gatti e rimasi a Grumello per 5 anni. Da lì, mi spostai verso Milano nel periodo universitario e approdai prima in Vever e a seguire a Caravaggio, a Brembate e ancora in Vever militando in Promozione e Eccellenza ed ottenendo tre promozioni. Fu una combinazione di fattori a farmi concludere il calcio giocato: in Vever ritrovai il Mister Nado Bonaldi, che fu già mio mister a Grumello del Monte negli anni dell’Eccellenza, e lì ruppi per la seconda volta il crociato anteriore del ginocchio destro. Nel contempo, concludevo gli studi di dottorato di ricerca a Milano, mi si aprivano delle prospettive lavorative all’estero e fu così che chiusi con il calcio giocato, almeno sugli almanacchi locali”.

img_8799 _u5v4201 

Sport, studio e lavoro, una costante della sua vita che lo ha portato a diventare un ‘eccellenza riconosciuta negli ambienti che frequenta. Quando nacque l’idea di diventare allenatore?

“Rientrato in Italia dopo alcuni anni, la società del paese, l’Or. Telgate, mi chiese di allenare i Pulcini: dopo le prime fortissime titubanze, accettai e mi appassionai parecchio ai ragazzi e decisi di intraprendere il percorso formativo per l’abilitazione UEFA, indispensabile per competenze e conoscenze. Poco dopo l’abilitazione ricevetti le chiamate di alcune società, tra cui la Virtus Bergamo, allora AlzanoCene. È sempre emotivamente difficile lasciare una squadra quando ci si trova bene, ma la chiamata della Virtus Bergamo compiacque a tutti e intrapresi con dedizione ed entusiasmo la nuova sfida nella categoria Esordienti che alleno da 4 anni”.

Quali sono i valori di Flavio Manenti in un modo del calcio che pensa a tutto tranne alla vera educazione del ragazzo prima come uomo e poi come giocatore?

“Per la fascia d’età che alleno, credo che la figura e il comportamento del mister siano fondamentali. Un mister rispettoso delle regole o dell’arbitro, che accetta le critiche o i propri limiti, credo che possa insegnare molto di più ad un Esordiente di quanto non facciano tecnica di base o tatticismi. Chi non riconosce i meriti ai giocatori e agli addetti ai lavori, dal primo all’ultimo, non può essere un buon esempio per i ragazzi. La responsabilità di educare questi ragazzi, spesso, mette tutti a dura prova, ma più la prova è impegnativa e maggiore è l’apprendimento educativo di tutti; anche i mister migliorano grazie ai giocatori. Si parla molto di educazione e del calcio come supporto alle attività formative e anche scolastiche, ma non si deve sopravvalutarne l’effetto: se i ragazzi sono educati il merito esclusivo è dei loro genitori e dei valori che gli hanno trasferito e che gli trasferiscono continuamente. Il calcio sicuramente aiuta, specialmente in rose selezionate come alla Virtus, dove il calcio ha uno spazio importante nella vita e nelle aspettative dei ragazzi, ma è e deve rimanere un divertimento, perlomeno nella fascia preagonistica. Da qui la necessità di correggere, ma in modo adeguato e con molto tatto, le imprecisioni tecnico-tattiche, ma anche i comportamenti fuori dal campo, certo che si rimanga in linea con quanto tracciato dalla famiglia e dai genitori”.

3u5v4897 img_8740

Flavio Manenti uomo di campo: come si lavora con ragazzi di 13 anni?

“All’inizio è necessario discutere l’allenamento di stazione in stazione perché il giocatore non è ancora in grado di capire com’è strutturato un allenamento nel suo insieme. Quando la sistematicità dell’attività viene recepita, allora si può discutere l’allenamento raggruppando le stazioni ed infine introducendo tutta l’attività all’inizio della seduta. È una progressione cognitiva che richiede una maturità ricettiva e di attenzione. Ora alcuni ragazzi intuiscono addirittura alcune finalità dell’esercizio, oppure suggeriscono dei potenziali miglioramenti. Ciò che conta come modus operandi è che si fa tutto con la palla: attivazione iniziale, esercizi, coordinazione, dapprima ognuno con il proprio pallone e, progressivamente sull’anno, riducendo il numero di palloni e introducendo alcuni aspetti tattici. È necessario, inoltre, effettuare diversi richiami nel corso dell’anno, dal momento che i giocatori hanno periodi di crescita fisica rapida e perdono/acquisiscono di fatto alcune doti coordinative e motorie.

Vederla dal vivo fa notare che i risultati e la crescita arrivano grazie un grande staff che lei sa gratificare.

“Gestire una rosa di 22 giocatori Esordienti è impensabile per un solo mister. È importante poter seguire da vicino tutti i ragazzi e lo staff è fondamentale ed è sincero il ringraziamento personale per Marco, Livio, Matteo Covioli, Matteo Gelmi e Gigi. Senza dimenticare Mario, Piero e Andrea, che ci hanno accompagnati negli anni precedenti, nonché Maurizio e Alberto sempre attenti a tutte le circostanze. Le persone a cui riferirsi e con cui interloquire non mancano e ogni momento è un’opportunità di scambio di visioni, idee, crescita. Credo che valga per ogni ambiente lavorativo: se c’è disponibilità, dialogo e gioco di squadra, in due parole “fiducia e affiatamento”, non si può che fare bene. Il poter contare su persone eccezionali in campo e fuori l’ho sempre ritenuto un privilegio, non solo calcistico, ed è un merito che riconosco quasi come peculiare della Virtus Bergamo”.

Manenti e la Virtus Bergamo: cosa rappresenta? Quale la sfida e l’obiettivo più grande per questo finale di stagione?

“La Virtus Bergamo ha indubbiamente delle rose di giocatori molto competitive, ma questa è solo la cima dell’iceberg, offre una serenità lavorativa e formativa, che poche società sono in grado di garantire, rivolta alla crescita dei ragazzi sul lungo termine e non incentrata al risultato della prossima gara. Lo testimoniano alcune cessioni di giocatori delle fasce agonistiche, partiti dalla Virtus Bergamo e approdati, per esempio, all’Inter o al Milan dopo anni di settore giovanile presso la nostra società. Sono contesti che non si creano dall’oggi al domani e che celano grande passione, coinvolgimento e intelligenza da parte di persone che talvolta non si vedono nemmeno. Basta pensare alle strutture sportive per gli allenamenti del settore preagonistico, che sono tra le migliori sulla piazza, oppure ai materiali costantemente aggiornati e rivisti, alla cura dei programmi e delle divise oppure alla complessa logistica di trasporti per favorire i trasferimenti e alleviare l’onere dei trasporti ai genitori. L’obiettivo di quest’anno? Portare tutti i ragazzi nei Giovanissimi B della Virtus Bergamo”.

3u5v4890  img_8770

I suoi punti di riferimento?

Apprezzavo come Sacchi impostava tutti i dettagli di una gara prima della partita; come Capello correggeva i dettagli durante la partita; oppure come Mourinho gestiva i dettagli anche dopo la partita, per fare nomi noti, ma ho molti colleghi meno noti di questi che sono riferimenti saldi, e in Virtus Bergamo ce ne sono diversi. Ho sempre vissuto il calcio come hobby e come divertimento e non ho mai avuto delle vere ambizioni. Forse, la sfida è proprio quella di mettersi sempre in discussione con obiettivi diversi, in fasce diverse d’età e, perché no, anche fino alle Prime squadre, ma gli stimoli non mancano anche nella medesima categoria”.

 



Articoli correlati

Via al campionato con il Trento. Capitan Germani “Lavoriamo sull’entusiasmo con i nostri giovani di qualità”

Homines Virtus: è il turno di Andrea Bruniera, Giovanissimi B. “I ragazzi continuano a migliorare:la crescita il vero obiettivo”

Prima squadra al lavoro in attesa della Pro Patria. Il ds Mirco Poloni “Obiettivo per il 2017 continuare il percorso di crescita”

Prossima Partita

Crema
-
Virtus Bergamo
-
domenica 22 ottobre 15:00

Ultima Partita

Virtus Bergamo
0
Aurora Pro Patria
1
mercoledì 18 ottobre 15:00

Video

Sponsor