Vita da mister, professor Flavio Manenti, Esordienti 2005. “Vedo i miei ragazzi crescere giorno dopo giorno”


Vita da mister, professor Flavio Manenti, Esordienti 2005. “Vedo i miei ragazzi crescere giorno dopo giorno”

Abbiamo incontrato mister Flavio Manenti, allenatore dei 2005, che ci racconta il suo approccio al calcio in primis e poi il suo arrivo nella società.
“Fin da bambino ho giocato a calcio nell’Oratorio del mio paese, poi ho avuto la fortuna di riuscire ad emergere e arrivare a giocare a livello importante nel dilettantismo. Ho avuto la sfortuna di rompermi due volte il crociato e la seconda è avvenuta in concomitanza con il dottorato di ricerca che ho svolto al Politecnico di Milano; dopo di che mi sono trasferito all’estero per lavoro e sono rimasto tre anni senza calcio. Tornato in Italia ho iniziato ad allenare una squadra a Telgate, poi ho preso l’abilitazione UEFA e proprio grazie ad essa mi ha cercato l’ allora Alzano Cene, oggi Virtus Bergamo appunto. Mi sono trovato subito bene, un ambiente sereno orientato verso la crescita dei ragazzi”.


Ha sempre voluto allenare squadre del settore giovanile?
“Il mio sogno era quello di allenare una Prima squadra, ma dopo il primo anno dei Pulcini ho capito che se avessi voluto continuare lo avrei dovuto fare nel settore giovanile. Qui è il quinto anno nella categoria Esordienti e devo dire che mi piacciono molto i ragazzi a questa età perché è il momento in cui si formano mentalmente e fisicamente; quindi ho anche una grandissima responsabilità”
Sappiamo che ha fatto un biennio con i ragazzi del 2002 e due anni con i 2004, quindi questo è il suo primo anno con i 2005, com’è stato l’inserimento nel gruppo?
“Di particolare c’è che questo è il primo anno che prendo una squadra al secondo anno di Esordienti, quindi loro hanno alle spalle già un anno in questa categoria. Sono un bellissimo gruppo e hanno voglia di imparare. La stagione è iniziata all’insegna della conoscenza reciproca, sia io sia i ragazzi dovevamo conoscerci, quindi non è stato un inizio molto intenso a livello di allenamenti, anche perché abbiamo inserito nella squadra sei nuovi ragazzi; il gruppo andava amalgamato e ricompattato. Successivamente ci siamo spostati sulla tecnica applicata, in quanto riteniamo sia una squadra con un grande potenziale ancora inespresso”


Sappiamo che tra poche settimane inizierete a giocare a undici e non più a nove, com’è il clima negli spogliatoi per questo cambiamento? E per il campionato?
“I ragazzi non vedono l’ora di giocare come i “grandi”, come tutte le squadre che guardano alla televisione, a undici. Il cambiamento già lo vediamo in campo e lo abbiamo già improntato negli allenamenti per dar modo ai ragazzi di abituarsi e capire la diversità di gioco; quando si gioca a nove ci sono delle mosse di gioco che a undici non si possono fare e viceversa. Il campionato a nove per ora è andato molto bene, ma ci aspettiamo ancor di più da quello a undici proprio perché secondo me questi ragazzi hanno tanto da dimostrare. Tenendo presente che i loro punti di riferimento sono proprio i più grandi va da sé che alcuni tecnicismi li sappiano già e diventa quindi più facile affrontare il passaggio tra i due campionati. La crescita la vedo costantemente, ogni allenamento e ogni partita aiutano i ragazzi a crescere come squadra e come singoli”.

Martina Finco



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