Vita da mister 4, Ilario Di Nicola e i suoi Allievi B 2002. “Lavoriamo al presente puntando a crescere giocatori pronti per la 1° squadra o per i Prof”


Vita da mister 4, Ilario Di Nicola e i suoi Allievi B 2002. “Lavoriamo al presente puntando a crescere giocatori pronti per la 1° squadra o per i Prof”

Ilario Di Nicola, mister degli allievi 2002 B, racconta il suo ingresso nella società avvenuto recentemente, visto che fino a due anni fa era allenatore a Villa d’Almè.

“Dopo un incontro con Casali e con il Presidente del settore Alberto Ghisleni mi sono state aperte le porte della società. Ho lasciato una realtà provinciale per entrare in una società che mi ha affidato una squadra vice campione d’Italia. Il cambiamento è stato netto ma è anche stato “addolcito” dall’ambiente che mi ha accolto. Mi sono ritrovato infatti, in una società molto ben organizzata e i ragazzi con cui ho lavorato erano un gruppo molto forte e unito, con una gran voglia di lavorare e imparare”.

Oggi è mister degli Allievi 2002 B: com’è stato l’inserimento nella squadra, l’approccio con i ragazzi?

“Mi sono trovato subito a mio agio, sono un gruppo di bravi ragazzi, hanno voglia di imparare e si impegnano molto. Siamo andati in ritiro a Piazzatorre una settimana e dopo il primo giorno la sensazione era quella di conoscerli da sempre”.

 

Cosa può dirci dell’ambiente durante gli allenamenti?

“ Siamo sereni, i ragazzi sono sempre attenti e dimostrano sempre una gran voglia di imparare. C’è da dire che ogni volta che iniziamo l’ allenamento la sensazione che ho io è quella che il tempo voli e questo è sinonimo di un buon ambiente di lavoro. Sono tutti dei bravi ragazzi, non solo a livello calcistico che è comunque fondamentale nell’ambiente in cui ci troviamo. Sono una bellissima squadra e giocatori instancabili e di questo se ne può avere una conferma guardando la sintonia nel gruppo”.

Cosa ti aspetti da questa stagione?

“Quello su cui io punto è far crescere i ragazzi a tal punto da aprir loro la strada per la prima squadra o comunque per il professionismo. Io non ho un preciso obbiettivo stagionale, perché puntando solo ai risultati delle partite non si otterrà nulla di concreto per il futuro. Secondo me bisogna lavorare puntando sul miglioramento, sempre. Il lavoro che faccio con i ragazzi è certamente concentrato sul presente e sulle partite da giocare e dagli avversari da incontrare, ma il lavoro svolto, appunto, non è limitato solo in prospettiva della stagione iniziata”.

L’ultimo match di campionato vi ha fatto un attimo spaventare, passando in svantaggio a Treviglio, ma recuperando al volo e chiudendo sul pari: 1° posto al termine dell’andata con tutte vittorie e due pareggi e 5 punti di vantaggio sul Sarnico.

“E’ stata un’esperienza che ci è servita e sono contento, perchè per la prima volta in 25 partite siamo andati sotto e i ragazzi hanno saputo reagire bene, come volevo: il ritmo che loro hanno tenuto nella parte iniziale del match noi lo abbiamo tenuto per 80 minuti”.

È un suo modo di vedere il calcio o c’è qualcosa in comune con l’idea della società?

“Sicuramente entrambe le cose. Non mi sarei mai unito a una società il cui unico obiettivo è la vittoria. Con questa società ho trovato questo punto fondamentale in comune: la crescita dei ragazzi e il miglioramento delle loro prestazioni tecniche che hanno come diretta conseguenza partite degne di essere definite tali. Non parlo solo di vittorie o sconfitte, ma di un momento di gioco in cui i ragazzi sono sufficientemente sereni da poter dimostrare ciò che hanno appreso in allenamento; i risultati vengono da sé”.

Martina Finco



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